Il 27 settembre 2026 si è svolta in Chiesa l’assemblea parrocchiale per presentare la proposta di interventi sulla Chiesa.

L’assemblea del 1 febbraio 2025 aveva deliberato di usare dei fondi per tinteggiare la Chiesa e sostituire l’attuale impianto elettrico e di illuminazione con uno nuovo e più moderno.

A marzo 2026 scopriamo che la caldaia ha una fessurazione, per cui si rende necessaria la sos

1. INTRODUZIONE E CONTESTO

L’assemblea fa seguito a una precedente riunione tenutasi il 1° febbraio 2025, durante la quale si era stabilito di destinare fondi parrocchiali a interventi di manutenzione (imbiancatura delle pareti e adeguamento dell’illuminazione). Questo passo aveva chiesto l’aiuto di un architetto – per poter compiere un lavoro nel rispetto della peculiarità della Chiesa (come bene culturale e storico); per questo è stato coinvolto l’architetto Paolo Bedogni di Reggio Emilia, che ha studiato a lungo la nostra Chiesa e aveva preparato un progetto di intervento.
Successivamente, un evento imprevisto (la fessurazione della caldaia esistente) ha reso urgente la sostituzione del sistema di riscaldamento. Di fronte all’elevato costo della sola sostituzione della caldaia (stimato in circa 70.000 € per un sistema collaudato, ma obsoleto), sono state esplorate diverse possibilità alternative – ponendosi contestualmente il problema non solo del riscaldamento d’estate, ma soprattutto di modalità che potessero anche fare fresco d’estate. E’ stato coinvolto l’architetto Bedogni, sono stati interpellati svariati tecnici, giungendo alla conclusione che la soluzione è il riscaldamento-raffrescamento a pavimento. Bedogni ha quindi raccolto tutti gli elementi e sviluppato un progetto organico di ristrutturazione. L’obiettivo è evitare interventi frammentari, valorizzare l’edificio nel suo insieme, rendendo ogni intervento parte integrante di un progetto unico, coerente e sensato.

2. INQUADRAMENTO STORICO E ARCHITETTONICO

L’architetto Bedogni ha illustrato il valore storico e simbolico della chiesa:
Origine e stile: realizzata nel 1895 su progetto dell’ing. Barberi, la chiesa presenta uno stile di transizione tra il neoclassico e il razionalismo, volendo una struttura basilicale, con un’architettura essenziale in mattone a vista e risalti plastici. Funziona inoltre come fondamentale fondale prospettico per il centro di Maranello.
Stratificazioni e incongruenze: l’edificio ha subito modifiche nel tempo (cappelle laterali, balaustra del 1958, gradini in granito). L’attuale pavimento è “incongruo” e non originale, in quanto la cantoria è in cotto (come le altre chiese del Barberi). Anche la tinteggiatura ha introdotto più strati e colorazioni; l’ultima, effettuata nel 1999, ha conferito un tono grigiastro che spegne la luminosità dell’ambiente.
Colorazione originale: i saggi stratigrafici svolti sulle pareti hanno rivelato che il colore originario. Come Barbieri aveva usato il rosato per sottolineare l’umanità di Maria (nella Chiesa dedicata alla B.V. di Lourdes), qui aveva scelto un ocra dorata antica
(per sottolineare l’Assunzione nella Gloria), stesa con terre e polveri naturali.

3. PROPOSTA DEL PROGETTO (DIVISO IN STRALCI)

Stralcio 1 (prioritario): climatizzazione e nuova pavimentazione

Impianto radiante a pavimento: scartate le opzioni di riscaldamento ad aria o con macchine a parete (giudicate inefficienti e antiestetiche), l’unica soluzione tecnica valida, confermata anche dalla consulenza con Daikin Italia, è un impianto radiante a pavimento alimentato da pompa di calore. Garantisce riscaldamento invernale a bassa temperatura e raffrescamento (con deumidificazione) estiva. L’impianto fotovoltaico potrebbe fornire un bel sostegno ai consumi estivi.
Intervento di sanificazione del pavimento: dai sondaggi effettuati, si è visto che non c’è un pavimento solido. E’ stata scartata l’ipotesi di fresare il pavimento, ma di effettuare lo scavo, la rimozione completa del pavimento attuale, un vespaio ventilato per l’isolamento dall’umidità, si farà una gettata di cemento con rete elettrosaldata, e si inserirà un dispositivo ad inversione di polarità lungo i muri perimetrali per difenderli dall’umidità di risalita.
Materiale di finitura: viene proposto l’impiego di un pavimento in cotto, coerente con frammenti storici ritrovati nei locali sotterranei. Altre tipologie di pavimento molto difficilmente sono accettabili dalla Soprintendenza.

Stralcio 2 (successivo): restauro, tinteggiatura e illuminazione

Pareti e vetrate: pulizia delle pareti; ripristino della tonalità ocra dorata naturale sulle pareti; restauro delle vetrate istoriate per valorizzare la luce naturale.
Illuminazione: nuovo impianto illuminotecnico studiato per valorizzare l’architettura.

Stralcio 3 (visione futura): adeguamento liturgico e spaziale

In sintonia con la riforma del Concilio Vaticano II, si conferma l’attuale disposizione dei poli liturgici:
Presbiterio e arredi: si potranno realizzare in modo coerente altare e ambone, sede in legno e un nuovo fonte battesimale.
Orientamento dei banchi: è stato proposto di non disporre più i banchi in file parallele, ma di applicare una leggera inclinazione ad abside verso il centro. Questo favorisce il concetto di circunstantes (l’assemblea radunata intorno all’altare che celebra insieme).
Questa parte dei lavori non sono in calendario oggi, ma è bene tenerli presenti per fare un progetto organico e unitario.

4. DIBATTITO ED INTERVENTI DELL’ASSEMBLEA

Durante l’incontro, alcuni parrocchiani sono intervenuti attivamente sollevando osservazioni puntuali. Riportiamo alcuni interventi che hanno contribuito alla comprensione della proposta:
Scelta dei materiali del pavimento (resa termica e durabilità del cotto):
Intervento: ha chiesto se non sia opportuno valutare materiali ceramici moderni o lastre tecnologiche ad alta conducibilità, in grado di trasmettere meglio il calore rispetto al cotto tradizionale.
Alcuni interventi hanno espresso dubbi sulla durabilità, porosità e manutenzione del cotto all’interno di un luogo ad alto calpestio.
Risposta dell’Architetto: ha rassicurato che si stanno valutando fornaci con cotto ad alta compattezza e spessore ridotto, ottimizzato per l’impianto radiante, ma si terranno in considerazione e in comparazione anche alternative tecniche, dovendo comunque sottoporre la scelta finale all’approvazione della Soprintendenza.
 
Disposizione dei Banchi:
Intervento: ha espresso la perplessità che la disposizione inclinata/curva renda troppo moderna la Chiesa, e possa creare distrazione visiva durante le celebrazioni.
Risposta di d.Marco e arch. Bedogni: hanno chiarito che non si tratta di sostituire i banchi con strutture semicircolari, ma solo di orientare con una leggera angolazione i banchi in legno già esistenti. Essendo una modifica del tutto reversibile, verrà organizzata una prova pratica in chiesa per permettere a tutti di valutarne l’impatto reale – e comunque è reversibile.

5. COSTI, TEMPISTICHE E VOTAZIONE FINALE

Costo stimato (del 1° stralcio, l’impianto a pavimento): tetto massimo di 400.000 € (comprendenti scavi, vespaio, impianto a pavimento, nuova pavimentazione). L’architetto gestirà la contrattazione diretta con più imprese per ottimizzare la spesa. La parrocchia ha la capacità finanziaria di poter arrivare a coprire i costi di questa prima fase.
Cronoprogramma preventivato:
Gennaio – Febbraio 2027: Ottenimento autorizzazioni da Curia Vescovile e Soprintendenza.
Maggio – Settembre 2027: Esecuzione dei lavori di cantiere. Durante questo periodo la chiesa rimarrà chiusa e le celebrazioni estive saranno trasferite all’esterno sotto la tettoia parrocchiale.

6. Votazione Formale

D.Marco ha proposto all’assemblea tre opzioni di voto:
Opzione A: mantenere lo status quo cambiando solo la caldaia (70.000 €).
Opzione B: serve aspettare e prendere tempo di riflessione.
Opzione C: procedere con lo Stralcio 1 (Impianto radiante a pavimento e nuova pavimentazione).
 
Risultati del voto (su circa 100 presenti):

  • Opzione A: 4 voti
  • Opzione B: 8 voti
  • Opzione C: 69 voti

7. PROSSIMI PASSI E IMPEGNI

Data la larghissima maggioranza (85% dei votanti), si decide di procedere con il progetto e iniziare l’iter autorizzativo (presentazione formale del progetto prima in Curia e successivamente in Soprintendenza).
Si cercherà di comunicare continuamente alla comunità i prossimi passi e lo stato di avanzamento dei lavori.
 

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