3«Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?».
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
4Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
5È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
6Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
7Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
8Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
9Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
10se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
11Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
12La tua gente riedificherà le rovine antiche,
ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
e restauratore di strade perché siano popolate.

Isaia 58

Il cammino cristiano è fatto di continue conversioni: regolarmente ci rendiamo conto di non camminare più verso la promessa di vita che Dio ci fa. Avvertiamo di essere appesantiti, tornati schiavi delle vecchie abitudini, abbia perso la libertà che avevamo sperimentato, distanti da quell’amore che ci aveva riempito. Dio cerca sempre di salvarci, di richiamarci affinché possiamo tornare liberi, con piena dignità e fiducia in noi e negli altri.

Dunque, ciò che conta, è avvertire dove il Signore ci sta chiamando, in che modo sta cercando di convertirci, di amarci e liberarci.

Il sacramento della riconciliazione ha due forme:

  • forma individuale: la tradizionale confessione, un dialogo per aiutare a comprendere meglio l’azione di Dio e dunque dare più spazio al suo amore misericordioso;
  • forma comunitaria: una liturgia dove la comunità, come popolo, si mette davanti alla misericordia di Dio; questa forma sottolinea soprattutto il dono gratuito di Dio e la consapevolezza di essere non singoli in cammino ma insieme, legati gli uni agli altri.

Nei momenti forti dell’anno (Avvento e Quaresima) si tengono delle liturgie penitenziali comunitarie.

Il parroco è disponibili alle confessioni individuali su appuntamento.